sabato, settembre 11, 2010

11 Settembre: Rick Rescorla, l' uomo che salvò 2700 vite.


In Italia il suo nome dice poco, ma in Inghilterra e soprattutto negli Stati Uniti è conosciutissimo, un uomo la cui vita è una vera e propria leggenda.

Nato nel 1939 in un paese, Hayle, della Cornovaglia, scoprì fin da bambino di essere portato a servire gli altri militando nell' Esercito. Prima in quello Inglese, nel Corpo dei Paracadutisti, a Cipro, e poi nella Polizia della Rhodesia del Nord, contro i terroristi marxisti. Ma fin da bambino era stato un ammiratore degli Stati Uniti, e così decise di emigrare negli USA, entrando nel 1963 nell' Esercito. Venne inquadrato nel 7° Cavalleggeri aviotrasportato, erede di quello ottocentesco del Ten.Colonnello Custer; inviato in Vietnam come sottotenente di pattuglia, volontario "per sconfiggere il comunismo" (come ricordato in un raro articolo del Corriere della Sera del Marzo 2002 a firma di Ennio Caretto), si fece onore in molti combattimenti, soprattutto nella Battaglia di la Drang, che ispirò un libro del Ten.Colonnello Hal. G. Moore e dell' inviato di guerra Joseph Halloway, anche loro partecipanti a quello scontro: "We Were Soldiers Once ... And Young", da cui il regista Randall Wallace trasse un suo film dal titolo quasi omonimo, con Mel Gibson nei panni di Moore; il quale tenne un discorso ai suoi soldati che avrebbe probabilmente ispirato l'ultimo giorno di vita di Rescorla: "Non posso garantirvi che vi porterò tutti vivi a casa, ma una cosa vi giuro: io sarò il primo a scendere sul campo di battaglia e sarò l'ultimo ad abbandonarlo. Non mi lascerò nessuno di voi alle spalle. Vivi o morti vi giuro, tornerete tutti a casa. Che Dio mi aiuti.". Ed è proprio Rescorla il militare fotografato nella copertina del libro su quella battaglia, dove 400 americani resistettero ai violenti attacchi di oltre duemila vietcong. In Vietnam Rescorla non solo si coprì di gloria, guadagnandosi parecchie medaglie e decorazioni, ma divenne noto per il grande interesse per i propri sottoposti, di cui voleva sapere quasi tutto, e per la cura che aveva per loro, perdendone non più di otto o nove in tutto il conflitto, con una percentuale bassissima; e nonostante il basso tasso di mortalità, soffrendo enormemente per ogni caduto.
Dopo la guerra si laureò in Legge, occupandosi di Sicurezza in compagnie private, fino ad arrivare ad essere nominato Capo della Security della Banca Morgan e Stanley, con sede a New York in circa 20 piani della Torre Numero 2 al WTC, lo Word Trade Center. WTC che lo vide tra i protagonisti già in occasione del primo attacco terroristico del 1993, ultimo uomo a lasciare l'edificio dopo essersi accertato che non fosse rimasto più nessuno. Tra l'altro Rescorla l' anno precedente aveva avvisato la Port Authority (proprietaria del WTC) di un possibile attacco con bombe proprio nel parcheggio interno, come poi avvenne, rimanendo purtroppo inalscoltato. Nei successivi anni cercò ripetutamente di convincere la M&S di abbandonare Manhattan ed il WTC in particolare, che riteneva vulnerabilissimo a vari generi di attacchi, compreso quello aereo.
L' 11 Settembre avrebbe dovuto essere in vacanza in Toscana per i preparativi delle nozze della propria figliastra, ma decise di rimanere ancora un poco a New York per discutere con i vertici della banca M&S della causa in corso contro Port Authority per l' attentato del 1993. Quando alle 8,46 il primo aereo colpì la Torre vicina, immediatamente l' Eroe mise in atto il piano di evacuazione da lui personalmente ideato, con una esercitazione trimestrale alla quale ogni dipendente della banca, compresi i più alti dirigenti, erano obbligatoriamente sottoposti. Nonostante la pensione ormai vicina, e nonostante il parere contrario dei responsabili dell' edificio che, incuranti dell' attacco alla Torre a fianco invitavano i dipendenti a tornare negli uffici, Rescorla si gettò come una furia esattamente come in Vietnam anni prima per salvare le vite a lui affidate, ed imbracciando un megafono invece che una mitragliatrice, impartendo loro precisi ordini, accompagnati da un "siate orgogliosi di essere americani" ogni tanto, portò in salvo 2700 impegati della M&S, continuando a salire e scendere le scale, anche dopo che l'edificio era stato colpito dal secondo aereo. Infine, dopo essersi accertato che tutti fossero in salvo, memore delle parole del proprio colonnello anni prima, rientrò nella Torre per sincerarsi che nessuno fosse rimasto indietro. Poco dopo, la Torre collassò, richiudendo l' Eroe per sempre, ed il suo corpo non fu mai ritrovato.

1 commento:

Bruno Dore ha detto...

Storia incredibile ma vera!
Un uomo del genere dovrebbe essere conosciuto da tutti, per continuare ad aiutare il prossimo, come sempre ha fatto da vivo.