domenica, aprile 30, 2006

Sergio Ramelli raccontato a Mia Figlia.

"Papà, dove vai ?", mi chiese lo scorso anno Mia Figlia vedendomi uscire con la faccia triste. "Da un Amico che non conobbi , ma che da morto sta sempre con me.", le risposi. E per questo le scrissi questa storia:

SERGIO RAMELLI 29 Aprile 1975-29 Aprile 2005.
Trent’anni,caro Sergio. Trent’anni che abbiamo vissuto,in cerca di un sogno. Trent’anni che a Te sono stati rubati,senza un perché.
Perché ricordarsi ancora di Sergio ? Perché i giovani conoscano un passato recente dell’Italia nata dalla resistenza durante il quale migliaia di giovani bollati come fascisti e picchiatori, furono in realtà vittime dell’odio insegnato ai figli dai padri ancora non sazi del sangue del 1945 e da cattivi maestri che tale odio coltivavano ed insegnavano. Perché tale odio oggi non ritorni e consegni le Tre Guerre Civili Italiane finalmente alla storia. Anche se,purtroppo, ancora oggi c’è chi plaude a chi lancia cavalletti ed inneggia agli assassini di Nassirya. E c’è chi urla, come il 25 aprile di quest’anno a Milano: ”Berlusconi , Albertini, farete la fine di Mussolini.”
Erano gli anni di “Uccidere un fascista non è reato” o di “Se vedi un punto nero spara a vista:o è un Carabiniere o è un Fascista”, ma anche di “Ora e sempre,resistenza !”. Erano gli anni non certo “formidabili” come qualcuno ha invece scritto . E dove purtroppo “la meglio gioventù” ghettizzava altra gioventù.
Erano gli anni in cui una famiglia normale fu colpita da una tragedia immane.
Sergio era nato il 6 luglio 1956,undici anni dopo la fine della guerra.
Giocava al pallone e tifava Inter. Gli piaceva Celentano. Portava i capelli lunghi e non amava il barbiere.Aveva un motorino,un Ciao . E si iscrisse all’Istituto Tecnico Molinari a Milano perché amava la matematica e la chimica. Anzi,avrebbe voluto laurearsi in chimica. Era bravo,e spesso passava i compiti ai compagni di scuola; generoso, allegro, mai uno screzio.
Aveva una ragazza, Flavia.
L’ultimo anno di scuola si venne a sapere che Sergio era di Destra,che frequentava il Fronte della Gioventù ed il MSI. E fu l’inizio di un calvario.
Come risulta dagli atti del processo contro i suoi assassini,Ramelli fu più volte prelevato a forza dalla sua classe e minacciato.
In seguito, in data 13 gennaio 1975 venne circondato in strada da 80 studenti e costretto a cancellare alcune scritte apparse sui muri del Molinari.
A scuola scrisse un tema contro le Brigate Rosse:e questo fu la sua condanna.
A fine gennaio il fratello Luigi,scambiato per Sergio,fu aggredito da due giovani con chiavi inglesi.
Il 3 febbraio ,mentre si recava a scuola col padre per presentare domanda di trasferimento ad altra scuola, venne costretto a passare nel corridoio dell’istituto tra due file di “compagni”, venne insultato e colpito, tant’è che svenne. Il Preside ed alcuni professori che scortarono padre e figlio fino all’uscita,vennero a loro volta malmenati.
Il 9 marzo Sergio e Luigi vennero assediati per mezz’ora in un bar di viale Argonne da una ventina di “bravi ragazzi” con bandiere rosse.
Anche un altro giovane di Destra del Molinari,Claudio N.venne picchiato e costretto al ritiro.
Infine, a coronamento del tutto, alle ore 13 del 13 marzo 1975, mentre appoggiava il motorino in Via Paladini , la vile aggressione: il “cosiddetto” servizio d’ordine della Facoltà di Medicina di Avanguardia Operaia lo circondò e lo colpì sulla testa con grosse chiavi inglesi, quelle Hazet 36 (fascio dove sei?, diceva un altro slogan) allora tristemente famose.
Ricoverato al Policlinico, alternò momenti d’incoscienza a brevi momenti di ripresa, fino a morire il 29 aprile.
Mentre Sergio era in coma, anche Luigi venne nuovamente minacciato. Il giorno prima della morte ci fu un corteo di “antifascisti” sotto casa Ramelli, con scritte e manifesti pieni di minacce.
Poi ci furono funerali quasi vietati, con i partecipanti costretti ad arrivare alla spicciolata, tutti fotografati dai compagni per un vero schedario che venne ritrovato mesi più avanti; il corteo impedito,il consigliere comunale missino Staiti ed alcuni ragazzi fermati dalla polizia, altri spintonati, un prete minacciato d’arresto perché protestava.
Questa la storia di allora:poi vi fu un processo dove gli assassini furono tutti condannati. Brave persone,si diceva . Certo, chi studiava Medicina come faceva a sapere l’effetto di una Hazet 36 calata con forza ripetutamente su una testa ? Ora sono tutti fuori,brave persone,con famiglia e figli….
Ed ora finalmente oggi, 29 aprile 2005 i giardini pubblici ,tra via Bronzino e via Pinturicchio della Sua, della mia Milano, saranno a Lui dedicati. Anche se c’è ancora molta gente che odia e che scrive sui muri, oggi come allora , ”Tutti i fascisti come Ramelli,con una riga rossa tra i capelli”…
Gente che ancora insegue chissà cosa, come alcuni partigiani che in questi giorni hanno distribuito in alcune Scuole Medie adesivi con sopra scritto “ora e sempre resistenza”. Fieri dell’Italia che costruirono. A loro dedico le parole dette da un religioso che portava il fazzoletto azzurro dei Volontari della Libertà alla vista dei Funerali Negati a Sergio: ”Non è questa l’Italia per la quale ho combattuto: questa non è un’Italia né LIBERA né DEMOCRATICA”.
Addio Sergio, Tu che conosci la Vera Pace in Cristo, prega per questa povera Patria insieme a tanti altri Camerati caduti in quegli anni ’70 ed a quei ragazzi che cercarono di salvare l’Onore della Patria dopo l’ 8 settembre.
A noi, sopravissuti di quell’era, resta il Tuo Ricordo e l’incarico di raccontare sempre questa tragedia di un giovane normale colpito da un odio senza perché.




6 commenti:

Anonimo ha detto...

brividi... anche io sono rimasta particolarmente colpita dalla storia di Sergio Ramelli... spesso, la sera un mio piccolo e inutile pensiero vola a quel ragazzo di 18 anni, tormentato e ucciso a quel modo... se vuoi passare da me mi fa piacere..

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renato FN ha detto...

Ciao Sergio, non ti ho mai incontrato.

Oggi dopo tanti anni ti ricordiamo ancora.

Vivi nei nostri cuori nelle nostre battaglie. PER SEMPRE

I tuoi assassini non ci sono più.Non esistono più

Noi ci siamo e con te al nostro fianco ci saremo sempre.

rinaldo thomas ha detto...

Neanche di fronte alla morte hai
rinnegato il tuo ideale,
oggi più forte e più vivo in me
grazie a te ...
....GRAZIE SERGIO RAMELLI!!!!!!!!
MSfiammatricolore
sez. SERGIO RAMELLI Piglio (FR)
la sez. verra inaugurata entro la fine di luglio 2009

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Grazie per la visita.

GIORGIO ha detto...

«La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l'Europa o va a destra o non si fa.»


Giorgio Almirante

Grazie giovane Italiano per il tuo coraggio e l'orgoglio di sentirci tuoi pari.

Mukka ha detto...

Cari ragazzi, vi scrivo dalla Puglia, dove la nomina di primario nell' ospedale di Canosa al "dottor" Belpiede,CONDANNATO A 7 ANNI PER AVER PARTECIPATO ALL'OMICIO DI SERGIO RAMELLI, OFFENDE LA MEMORIA DELLO STESSO E LA NOSTRA DIGNITA'.

Lui ha rassegnato subito le dimissioni che la ASL ha provveduto a rifiutare.

Abbiamo in mente una protesta silenziosa, organizzata per sabato 30 gennaio 2010, alle ore 15.30 - 18.30, sotto l' ospedale di Canosa di Puglia.
Chiunque si trovasse nei paraggi o voglia pubblicizzare l'evento contribuirà alla memoria di Sergio Ramelli.

In alto i cuori.